Sandro Chia

Sandro Chia è uno dei più significativi esponenti della corrente Neoespressionista o della Transavanguardia italiana che si è imposta negli anni Ottanta a livello internazionale, grazie al supporto critico di Achille Bonito Oliva, rinnovando il linguaggio pittorico e l’estetica espressiva italiana. Nato a Firenze, dopo aver frequentato l’Istituto d’Arte si iscrive all’Accademia di Belle Arti dove si diploma nel 1969. Gli anni dello studio sono caratterizzati da intensi cambiamenti nel tessuto sociale e politico italiano e l’ambiente dell’arte si presenta ideologizzato e al servizio di temi collettivi. Frequenta i musei, visita a Parigi un’importante antologica dedicata a Picasso, viaggia in India, in Turchia e in Europa e agli inizi degli anni Settanta si trasferisce a Roma. Individua nel procedimento pittorico il mezzo più adatto per raccogliere le emozioni del momento e il suo lavoro evolve naturalmente verso una pittura libera e spregiudicata, intensa e suggestiva, densa di riferimenti iconografici desunti dall’arte antica e moderna. Appropriatosi dell’enorme patrimonio della pittura figurativa per interpretarlo e farlo proprio, reintroduce nelle sue opere l’uso dei colori e delle forme, la narrazione e l’incanto del sogno. Quello dell’artista è un mondo governato dalla passione e dalla ragione, classico e contemporaneo, proiettando le immagini del passato nell’esperienza del presente per creare una pittura dagli accenti visionari. Le sue opere sono in collezione, tra gli altri, al MoMA di New York, alla Tate Gallery di Londra, al Stedelijk Musem di Amsterdam, al Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivoli.

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